Descrizione Progetto

Cominciano le giornate di sole e si accendono i barbecue: l’hamburger è sicuramente un grande must in tutte le grigliate del mondo.

Anche se il panino di carne è il simbolo della gastronomia nordamericana, a inventare l’hamburger (o, almeno, il suo precursore) sono stati gli antichi egizi, che lo preparavano sotto forma di polpetta. Il nome “hamburger” è stato attribuito a cavallo del XVIII e XIX secolo, in onore della città di Amburgo. All’epoca era il porto più importante d’Europa, crocevia di popoli, di merci e di ricette: i marinai e agli emigrati tedeschi fecero conoscere la bistecca di carne tritata e pressata anche negli Stati Uniti.

Ed è lì che i fast food resero l’hamburger – trasformato e perfezionato rispetto alla ricetta originaria – un’icona della modernità. Il celebre panino si mangia con le mani: è simbolo di convivialità e anche di informalità. È diventato il protagonista di scene di film cult, come Pulp Fiction e American Beauty, ed è adorato da tante celebrities: da Andy Warhol, a Heidi Klum, a Joe Bastianich.

Nella storia dell’hamburger, non si può dimenticare il contributo di Ray Kroc, che ha trasformato un ristorante di San Bernardino di proprietà dei due fratelli McDonald nella catena di ristorazione più grande al mondo. Risale al 1955 l’inaugurazione del primo McDonald’s a Des Plaines, nell’Illinois: l’hamburger veniva venduto a 15 centesimi. La ricetta è rimasta la stessa: hamburger di carne bovina, ketchup, senape, cipolla, cetriolo e pane.

Nel 1958 il cetriolo fu tolto dall’hamburger, ma solo un anno dopo, nell’agosto del 1959, riprese il suo posto e nessuno lo mise più in discussione. In Italia, McDonald’s è arrivato negli Anni Ottanta: nel 1986 è stato inaugurato il primo ristorante McDonald’s Italia, a Roma, in Piazza di Spagna. Il secondo a Milano. Ogni anno in Italia, vengono venduti 34 milioni di hamburger McDonald’s: sono Campania, Puglia e Abruzzo le regioni più «addicted».