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La fotografia istantanea ha cambiato il mondo molto prima che fosse inventato Instagram!

Edwin Land è il fisico americano che nel 1929 ha inventato la lente polarizzata (la stessa che viene utilizzat per gli occhiali da sole), eliminando quelli che all’epoca era fastidiosi riflessi e rovinavano irrimediabilmente la foto. Peccato che si scoprisse solo dopo averla sviluppata, dentro la camera oscura: una stanza buia, in cui si potevano sviluppare le fotografie su carta fotografica che, lasciata per qualche minuto in ammollo dentro bacinelle riempite di composti chimici, reagiva e si impressionava. Insomma un bel trambusto! E prima di poter vedere le foto passavano ore, a volte giorni o addirittura mesi, perché prima di svilupparle bisognava scattare tutto il rullino.

< Un bel giorno la figlia di Land, che aveva 3 anni, gli chiese perché la foto non si poteva vedere subito e questo gli accese una lampadina. Si mise all’opera e dopo vent’anni di ricerche brevettò la prima fotocamera istantanea: la Polaroid 95, lanciata nel 1948. Era sufficiente infilare la carta Polaroid dentro la fotocamera: circa 1 minuto (50 secondi, per la precisione) dopo aver scattato si autoimpressionava con la luce naturale. Un prodigio!

Negli anni Cinquanta più di un milione di persone scattavano con la Polaroid! Niente colori però: le pellicole erano in bianco e nero.

È stato negli anni Sessanta, più precisamente nel 1963, che venne lanciata la Polacolor, la prima pellicola a colori. Sempre in quegli anni, i Millennial di allora (che erano la generazione X), diventarono pazzi per la Polaroid Swinger.

Negli anni Settanta tutti volevano una Polaroid! Quando nel 1972 uscì la SX-70 col primo rullino quadrato, gli artisti dell’epoca iniziarono a sperimentare: Andy Warhol, il re della Pop Art, adorava scattare con la Polaroid e la usò per documentare le sue stesse opere d’arte, fece ritratti di celebrity, scattò paesaggi. Tutte queste foto sono raccolte nel libro edito da Taschen Andy Warhol – Polaroids 1958-1987.

È stato negli anni Ottanta che la Polaroid diventò un fenomeno di culto pop, con la mitica Polaroid Sun 600. In quegli anni anche altri brand di fotografia si innamorarono delle istantanee: a fare concorrenza alla Polaroid uscirono la Fotorama e la Instax (negli anni Novanta), di Fujifilm, nei Duemila arrivò anche la Lomo’Instant di Lomography, per nostalgici della fotocamera russa che spopolava vent’anni prima.

Nel 1999 Polaroid tornò alla carica con la fotocamera del nuovo millennio: la i-Zone, che faceva foto adesive, delle dimensioni di un francobollo. I teenager di allora ne andavano pazzi: appiccicavano sulla Smemo quei rettangolini coi loro selfie ante litteram.

In quegli anni iniziavano a girare le prime fotocamere digitali e di lì a poco sarebbero arrivati i social a rubare la scena alle fotografie analogiche. Però un po’ il mondo si è dimenticato della Polaroid e nel 2008 la Polaroid Corporation annunciò che avrebbe smesso di produrre le sue pellicole.

Un gruppetto di affezionatissimi ha lanciato The Impossible Project, producendosi le pellicole più famose (SX-70 e 600) che altrimenti si sarebbero estinte. Questo progetto, dichiaratamente impossibile, ha fatto risorgere il mito di Polaroid: nel 2015 hanno lanciato una nuova fotocamera Polaroid, la Socialmatic: la prima polaroid per coindividere le foto direttamente su Facebook e Instagram, con due fotocamere (anche quella frontale per farsi i selfie) e una piccola stampante ZINK, a zero inchiostro.

A seguire sono uscite la Polaroid Snap, POP e Pic-300. Quest’anno è uscita la Polaroid OneStep 2, il reboot dell’originale lanciata nel 1977. La febbre della foto instant scotta sempre di più!