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La prima era di cartone, come in un gioco per bambini e con la firma, esibita da Frank X. McNamara in un ristorante di New York, il Majors Cabin Grill. Era il 1949 e la carta di credito, invenzione del capitalismo americano, suo coronamento nell’epoca dei consumi allargati, comincia così, con un debito e un’idea fulminante. McNamara è un imprenditore e subito ne discute a tavola con il suo avvocato e futuro socio: creare una carta che sostituisca il denaro e che sia portatile, semplice da usare.
L’8 febbraio 1950 nasce la Diners Club. Il club della cena, dato che serve per pagare senza denaro in 27 tra ristoranti e alberghi di New York. McNamara ci investe 1,5 milioni di dollari. I membri iniziali sono 200. Ma perché l’idea del circolo riservato diventi un fatto di massa serve una banca. Nel 1960, dopo dieci anni di espansione, ma senza esplosione, la Bank of America entra in campo e acquista Diners Club conservandone il marchio. Come fare perché tutti acquistino a credito non solo cene e camere d’albergo, ma tutto quello che serve nel corso di un mese in botteghe, negozi, supermercati? Nasce così l’esperimento “Fresno drop” del 1958: Fresno è una città di 60.000 abitanti in California. La Bank of America la sceglie come prototipo di quello che poi farà su tutto il territorio nazionale: spedisce a tutti gli abitanti di Fresno una carta di credito, senza che questi ne fossero preventivamente a conoscenza. Da cartone siamo passati alla plastica, più sicura e durevole; nella busta ci sono anche le istruzioni per l’uso. Viene proposto un credito di 500 dollari a carta. In precedenza la banca si era accordata con i negozianti: l’esperimento è tenuto riservato, in questo modo, se dovesse andar male, nessuno ne parlerebbe e la banca salverebbe la faccia. Se invece si conclude con un successo, la medesima ha trovato un modo per prestare denaro ai propri clienti allargando il giro dei suoi affari. Non è la prima volta che nella storia millenaria del denaro si procede ad allargare la base del credito. Esistevano già altri oggetti in precedenza analoghi alla carta, ma nessuno aveva mai pensato di estenderli al di là di nicchie ristrette di clienti abituali. Il salto lo può solo fare una banca, dal momento che il meccanismo per garantire che il pagamento sia coperto si presenta sin lì complicato, e comunque la banca fungeva da garante. Se il cliente pranzava in un ristorante convenzionato con la Diners Club, il proprietario verificava che la linea di credito fosse coperta in banca attraverso una telefonata; oppure si ricorreva alla registrazione del consumo su un apposito libretto, e a fine mese si provvedeva al saldo. Un sistema ben conosciuto anche in Europa in molti negozi di alimentari.
Chi aveva da guadagnarci era chi gestiva direttamente il denaro, ovvero la banca. L’esperimento sembra funzionare. Nell’anno seguente l’intera California viene sommersa di carte di credito inviate ai correntisti della banca: 1 milione. Queste carte non hanno sistemi di riconoscimento elettronici come quelle attuali: non hanno bande magnetiche o chip. Nel 1960 Bank of America acquista la Diners Club. Anche le altre banche cominciano a imitarla, così che gli americani si vedono arrivare per posta carte con offerte di credito, fino a che, nel 1970, una legge federale stabilisce che non si possono inviare per posta senza una specifica richiesta dei clienti. Anche in Italia c’è stata un’esplosione delle carte di credito negli anni Novanta.
Durante il primo anno di carta di credito le cose non andarono per il verso giusto: la Bank of America perse diversi milioni di dollari e chi aveva architettato l’operazione, manager della banca, fu messo alla porta. Tuttavia già nel giro di qualche anno la carta di credito prese piede. La ragione? La gente aveva la possibilità di spendere e di pagare a distanza di tempo, avere subito “qualcosa” e differire il pagamento. Un altro salto in avanti del sistema carte di credito fu compiuto nel 1976 quando i vari detentori di licenze della BankAmericard, sviluppo dell’idea di McNamara, si consorziarono e fondarono il marchio VISA. Come risposta nacque il cartello rivale, sotto il marchio Mastercard; ancora oggi sono i più importanti produttori e distributori di carte di credito del mondo. L’Europa cominciò a conoscere in modo capillare le carte solo negli anni Novanta, quando furono offerte dalle banche ai loro clienti alla firma di un contratto d’apertura di un conto corrente. I metodi di pagamento odierni sono elettronici e fondati su chip incorporati nelle nuove carte di credito, cosa che rende tutto più veloce ed efficiente.