Project Description

Il phon

È un oggetto fondamentale per la vanità di tutte le donne e, ormai, anche per moltissimi uomini: ci siamo mai chiesti quale sia la storia dell’asciugacapelli e da dove nasca il nome con cui comunemente viene chiamato…phon?

Per soddisfare una prima curiosità è interessante scoprire che il termine è di origine tedesca e indica il favonio, un vento particolarmente caldo e secco (il Föhn appunto). Il precursore di questo prezioso oggetto è nato ad opera dello stilista francese Alexandre Godefroy: sul finire dell’’800 ideò una struttura composta da un sedile con un cappuccio collegato ad una stufa a gas che, grazie ad una manovella, indirizzava aria calda sui capelli della cliente. Inutile sottolineare i notevoli svantaggi che presentava questo rudimentale asciugacapelli tanto che, nonostante il primo brevetto venne concesso nel 1911, fu soltanto nel 1920 che si ebbe il primo prototipo di phon odierno, precisamente a Racine (nel Wisconsin). Prendendo ispirazione dall’aspirapolvere, che stava iniziando a diffondersi in quegli anni, si pensò di combinare il modello di questo elettrodomestico con il motore di un frullatore che con il suo movimento rotatorio permetteva di smuovere l’aria circostante indirizzandola sui capelli.

Come funziona?

Il suo funzionamento è molto semplice ed intuitivo; il getto di aria calda è prodotto da un motore elettrico che fa ruotare una ventola, che sposta l’aria verso uno o più resistori elettrici*; in questo passaggio, il getto viene riscaldato, e poi soffiato fuori.

Dalle prime ingombranti e pesanti resistenze storiche che producevano 800-1000W si è passati a potenze superiori a 2000W, con un terzo del peso e metà dello spazio occupato. Sperimentalmente si può provare come il phon sia una macchina termica estremamente dissipativa, con un rendimento scarsissimo, circa del 3.5%. Dei 1800W di potenza disponibile (variabile a seconda del modello e della tipologia),  solo 75W circa servono ad asciugare i capelli; i Watt restanti (1800W-75W) si disperdono.