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come è nata l'idea Isinnova

La carta igienica

Ne consumiamo in media 4kg all’anno e non possiamo fare a meno di vederla tutti i giorni. Nonostante la sua presenza sia ormai scontata in qualsiasi bagno che si rispetti (degno di tal nome), la carta igienica è in realtà una invenzione relativamente giovane. Si racconta che il newyorchese Joseph C. Gayetty presentò per la prima volta attorno al 1857 la sua Medicated Paper, che a suo dire avrebbero risolto il fastidioso problema delle emorroidi. Sarà perché mantenne fede alla promessa (si scoprì infatti che era l’inchiostro della carta di giornale usata per pulirsi a causare questo disturbo) oppure perché semplicemente nessuno prima di quel momento ci aveva pensato, ma l’invenzione di Gayetty ebbe grandissimo successo. Questa primitiva forma di carta igienica si presentava in pacchetti di strisce rettangolari, simili a delle mazzette di banconote: lo slogan pubblicitario ideato dallo stesso Gayetty, infatti, recitava: “Sono delicate come una banconota e robuste come un foglio per appunti”.

Una curiosa questione, oggetto di studi sociologici e dibattiti di costume (in particolar modo nei paesi anglosassoni), legata all’utilizzo della carta igienica è quella dell’orientamento del rotolo posto nel portarotolo. Considerando un portarotolo il cui asse orizzontale sia parallelo al muro, la carta può pendere sopra e davanti al rotolo stesso, approccio over, oppure sotto e dietro ad esso, approccio under. La scelta, quando non è casuale, risponde in massima parte a preferenze personali dettate dalle abitudini o dalla comodità.

Nel 2015 si è ritrovato, dal brevetto del 1891 di Seth Wheeler, come l’estremità del rotolo doveva stare all’esterno, ovvero “sopra”