IL PROBLEMA

Lo scopo del progetto è quello di studiare un inserto per trapano che possa sostituire ed economizzare utensili già presenti in commercio. Nello specifico lo studio riguarda il settore idrosanitario e più precisamente risolve problematiche di giunzione tra tubi e raccordi per sistemi di distribuzione idraulica (in alcuni casi gas) generalmente nelle utenze di edifici.
Il metodo di giunzione da noi analizzato è la PRESSATURA RADIALE.
Per eseguire questo tipo di pressatura esistono sul mercato differenti tipologie di pressatrici: a mano, a batteria o a corrente.
Quanto riscontrato dallo stato dell’arte ha portato al sorgere di alcuni problemi sulla pressatura radiale:
1. PREZZO dell utensile: per eseguire il compito della pressatura radiale di tubi, servono almeno 1500€ di utensile ricambi esclusi.
2. PESO dell’attrezzo; con pacco batterie e terminale (ganasce) montati, si superano i 6 chili di peso totali. L’operazione risulta spesso difficoltosa.
3. DIMENSIONE dell’attrezzo, spesso i raccordi da pressare si trovano in posizioni scomode, vicino ad angoli o profili stretti. Le pressatrici radiali arrivano anche a 50/60 centimetri di lunghezza.
Peso e ingombro sono fattori tra loro proporzionali, si ritiene importante analizzare una casistica che permetta di massimizzare l’efficienza dei due fattori congiunti.

Lo scopo del progetto è quello di studiare un inserto per trapano che possa sostituire ed economizzare utensili già presenti in commercio. Nello specifico lo studio riguarda il settore idrosanitario e più precisamente risolve problematiche di giunzione tra tubi e raccordi per sistemi di distribuzione idraulica (in alcuni casi gas) generalmente nelle utenze di edifici.
Il metodo di giunzione da noi analizzato è la PRESSATURA RADIALE.
Per eseguire questo tipo di pressatura esistono sul mercato differenti tipologie di pressatrici: a mano, a batteria o a corrente.
Quanto riscontrato dallo stato dell’arte ha portato al sorgere di alcuni problemi sulla pressatura radiale:
1. PREZZO dell utensile: per eseguire il compito della pressatura radiale di tubi, servono almeno 1500€ di utensile ricambi esclusi.
2. PESO dell’attrezzo; con pacco batterie e terminale (ganasce) montati, si superano i 6 chili di peso totali. L’operazione risulta spesso difficoltosa.
3. DIMENSIONE dell’attrezzo, spesso i raccordi da pressare si trovano in posizioni scomode, vicino ad angoli o profili stretti. Le pressatrici radiali arrivano anche a 50/60 centimetri di lunghezza.
Peso e ingombro sono fattori tra loro proporzionali, si ritiene importante analizzare una casistica che permetta di massimizzare l’efficienza dei due fattori congiunti.

LA SOLUZIONE

E’ nato quindi il progetto di creare qualcosa che possa unire diverse operazioni in un unico utensile, di potenza sufficente a svolgere la pressatura, meglio ancora se già in possesso della maggior parte degli artigiani che abitualmente svolgono questi mestieri. Da qui il progetto di utilizzare un trapano-avvitatore.
Si è studiato un inserto, ovvero un sistema meccanico di conversione del moto che permettesse al trapano di svolgere la pressatura.
Il grosso vantaggio è risultato quello di poter utilizzare ganasce commerciali e quindi ridurre il meccanismo al solo collegamento tra punta del trapano e ganasce stesse.
I concept iniziali che sono stati ideati sono partiti dall’idea di rispettare i requisiti del problema: convertire il moto rotatorio del trapano in un moto assiale, per poi restituirne al tubo uno radiale. Il carattere meccanico-geometrico quindi è stato preponderante nella scelta dei primi meccanismi.

E’ nato quindi il progetto di creare qualcosa che possa unire diverse operazioni in un unico utensile, di potenza sufficente a svolgere la pressatura, meglio ancora se già in possesso della maggior parte degli artigiani che abitualmente svolgono questi mestieri. Da qui il progetto di utilizzare un trapano-avvitatore.
Si è studiato un inserto, ovvero un sistema meccanico di conversione del moto che permettesse al trapano di svolgere la pressatura.
Il grosso vantaggio è risultato quello di poter utilizzare ganasce commerciali e quindi ridurre il meccanismo al solo collegamento tra punta del trapano e ganasce stesse.
I concept iniziali che sono stati ideati sono partiti dall’idea di rispettare i requisiti del problema: convertire il moto rotatorio del trapano in un moto assiale, per poi restituirne al tubo uno radiale. Il carattere meccanico-geometrico quindi è stato preponderante nella scelta dei primi meccanismi.

SISTEMA PANTOGRAFO

SISTEMA USCENTE

SISTEMA PANTOGRAFO

SISTEMA USCENTE

Scopri tutte le caratteristiche del progetto.

SCARICA LA PRESENTAZIONE