IL BACKGROUND

IL BACKGROUND

Sempre più spesso la parola IoT diventa d’uso quotidiano. È l’acronimo di «Internet of Things», ovvero l’internet delle cose, l’era degli oggetti connessi, intelligenti, interattivi. Uno dei metodi più semplici ed economici per avere oggetti interattivi, è quello di utilizzare microchip RFID (identificazione a radiofrequenza) che possono immagazzinare una serie di dati, diversi in funzione dell’articolo e della necessità. Si utilizzano per contenitori alimentari, per pattumiere intelligenti durante la raccolta differenziata, per provette nel biomedicale, per bancali e casse nella logistica, per articoli d’abbigliamento anticontraffazione, per identificare oggetti vari (attrezzature sportive, ludiche, etc), per valigeria, identificazione delle armi e molto altro.

Sempre più spesso la parola IoT diventa d’uso quotidiano. È l’acronimo di «Internet of Things», ovvero l’internet delle cose, l’era degli oggetti connessi, intelligenti, interattivi. Uno dei metodi più semplici ed economici per avere oggetti interattivi, è quello di utilizzare microchip RFID (identificazione a radiofrequenza) che possono immagazzinare una serie di dati, diversi in funzione dell’articolo e della necessità. Si utilizzano per contenitori alimentari, per pattumiere intelligenti durante la raccolta differenziata, per provette nel biomedicale, per bancali e casse nella logistica, per articoli d’abbigliamento anticontraffazione, per identificare oggetti vari (attrezzature sportive, ludiche, etc), per valigeria, identificazione delle armi e molto altro.

RFID: DI COSA SI TRATTA?

Gli RFID (passivi) sono delle etichette adesive che contengono un’antenna ed un chip. Non sono dotati di batterie e questo li rende estremamente sottili ed economici. Riescono ad immagazzinare una serie di dati (da 64 bytes a qualche Kbytes) e possono essere letti, scritti e riscritti oltre 100mila volte, utilizzando appositi lettori/scrittori o, in alcuni casi, smartphones. Hanno un codice identificativo univoco che non può essere cancellato, nemmeno formattando il chip, ottimale per l’anticontraffazione. I dati contenuti possono essere sotto forma di testo, link di pagine web, numeri, codici, coordinate geografiche, istruzioni di operazioni (ad es. avvicinando uno smartphone posso far impostare la sveglia alle 7:00 di mattina e portare la suoneria al minimo), ecc. Può essere impostata una password per impedirne la riscrittura non autorizzata.

RFID: DI COSA SI TRATTA?

Gli RFID (passivi) sono delle etichette adesive che contengono un’antenna ed un chip. Non sono dotati di batterie e questo li rende estremamente sottili ed economici. Riescono ad immagazzinare una serie di dati (da 64 bytes a qualche Kbytes) e possono essere letti, scritti e riscritti oltre 100mila volte, utilizzando appositi lettori/scrittori o, in alcuni casi, smartphones. Hanno un codice identificativo univoco che non può essere cancellato, nemmeno formattando il chip, ottimale per l’anticontraffazione. I dati contenuti possono essere sotto forma di testo, link di pagine web, numeri, codici, coordinate geografiche, istruzioni di operazioni (ad es. avvicinando uno smartphone posso far impostare la sveglia alle 7:00 di mattina e portare la suoneria al minimo), ecc. Può essere impostata una password per impedirne la riscrittura non autorizzata.

IL PROBLEMA

raid isinnova

RFID: IL METODO ODIERNO DI UTILIZZO

Ad oggi gli RFID vengono prevalentemente venduti sotto forma di etichette adesive. Questo comporta diverse problematiche:

  • Non sicuro, in quanto può essere rimosso (no anticontraffazione, no identificazione certa)
  • L’adesivo ha durata limitata (lavaggi, pioggia, sbalzi di temperatura portano a perdere l’RFID, l’acqua può anche danneggiarlo e renderlo illeggibile)
  • Soffre la temperatura (range di utilizzo 0°C / +40°C)
  • Antiestetico (creo difetti superficiali)
  • Tempi e costi di montaggio lunghi
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RFID: IL METODO ODIERNO DI UTILIZZO

Ad oggi gli RFID vengono prevalentemente venduti sotto forma di etichette adesive. Questo comporta diverse problematiche:

  • Non sicuro, in quanto può essere rimosso (no anticontraffazione, no identificazione certa)
  • L’adesivo ha durata limitata (lavaggi, pioggia, sbalzi di temperatura portano a perdere l’RFID, l’acqua può anche danneggiarlo e renderlo illeggibile)
  • Soffre la temperatura (range di utilizzo 0°C / +40°C)
  • Antiestetico (creo difetti superficiali)
  • Tempi e costi di montaggio lunghi

LA SOLUZIONE

Il sistema innovativo brevettato da Isinnova consiste in una tecnologia in grado di inserire il microchip già durante la fase di stampaggio di un prodotto in materiale polimerico, all’interno dello spessore del pezzo stesso. Questo si traduce in:

  • Sicurezza e protezione totale (il chip non può più essere rimosso se non danneggiando il prodotto – protetto da agenti esterni, acqua, liquidi, umidità, acidi, saponi, ecc.)
  • Range di temperatura ampliato (da -40 °C a + 220 °C)
  • Estetico (non creo difetti superficiali)
  • Processo automatizzato
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Il sistema innovativo brevettato da Isinnova consiste in una tecnologia in grado di inserire il microchip già durante la fase di stampaggio di un prodotto in materiale polimerico, all’interno dello spessore del pezzo stesso. Questo si traduce in:

  • Sicurezza e protezione totale (il chip non può più essere rimosso se non danneggiando il prodotto – protetto da agenti esterni, acqua, liquidi, umidità, acidi, saponi, ecc.)
  • Range di temperatura ampliato (da -40 °C a + 220 °C)
  • Estetico (non creo difetti superficiali)
  • Processo automatizzato
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