Uova al Fipronil: brevetto bresciano previene il problema

BRESCIA. Mentre l’ allarme per il Fipronil nelle uova non accenna a scemare, la bresciana Isinnova – acceleratore di idee nato dall’intuizione del giovane ingegnere Cristian Fracassi – lancia un nuovo sistema che consente di trattare gli allevamenti avicoli impiegando il 70% in meno dei prodotti chimici normalmente utilizzati. Un sistema «già brevettato e testato», precisa il Project Officer & Analyst di Isinnova, Marco Ruocco, che snocciola i vantaggi connessi ad un metodo di disinfestazione più «scientifico» e meno affidato alla buona volontà e solerzia dell’operatore.

Il sistema. «Il metodo tradizionale funziona con una persona che, armata di motopompa, nebulizza il prodotto chimico nell’ impianto avicolo, spesso però lasciando sacche in cui l’insetticida non arriva bene o esagerando con la diffusione dello stesso – dice Ruocco – : il nostro metodo utilizza un dispositivo meccanico che sfrutta la struttura dell’impianto tradizionale per nebulizzare il prodotto chimico, in modo mirato senza l’ausilio di operatore, con benefici sia sotto il profilo della salubrità del prodotto sia del conto economico ».«L’utilizzo di questo sistema dettaglia – si traduce infatti in un importante risparmio in termini di insetticidi, detergenti,

disinfettanti e ore di manodopera, cui si aggiunge il piacere di avere un prodotto meno esposto a sostanze chimiche e, grazie ad una disinfestazione più efficiente, molto meno trattato con composti particolarmente aggressivi come il Fipronil, appunto ». Questi vantaggi, del resto, Isinnova li ha anche quantificati. Stando alla sperimentazione messa in atto in un impianto tradizionale da 140.000 galline, il nuovo sistema di disinfestazione garantisce un risparmio di circa 7.500 euro annui di trattamenti chimici, cui vanno aggiunti ulteriori 2.500/3.000 euro normalmente sborsati per i trattamenti aggiuntivi e altri 5.000 euro in manodopera (le ore di lavoro dell’operatore si riducono da oltre 300 a 48). Benefici importanti sono stati registrati anche sul fronte della mortalità delle galline (scesa dal 6 al 5%, con circa 1400 capi annui “salvati”) e della riduzione delle uova destinate alla sgusciatura. Il dispositivo, chiariscono da Isinnova, è di semplice realizzazione e dai costi contenuti, ragion per cui può essere considerato interessante non solo per il circuito dei grandi allevamenti ma anche per i singoli allevatori. // A. D.

Scarica l’articolo in pdf