IL CREDITO D’IMPOSTA: UN VALIDO STRUMENTO PER LE IMPRESE

Innovare, sperimentare e migliorarsi sono sicuramente tra gli aspetti fondamentali su cui azienda deve necessariamente far leva per aumentare la propria competitività a livello locale e internazionale. Le imprese però sono spesso scoraggiate quando sono messe di fronte a spese spesso elevate senza la certezza di un ritorno, come può essere lo studio di un nuovo prodotto, l’internazionalizzazione di un brevetto oppure analisi su nuovi materiali. Oltre ad i vari bandi, fondi e finanziamenti, le imprese possono avvalersi di uno strumento relativamente semplice per finanziare queste attività: Il credito d’imposta. Questa agevolazione, semplificando, consiste in uno sconto sulle tasse da versare allo stato, nei modi e nella misura descritte dalla legge di stabilità.

Il piano, portato avanti dalle misure della Legge di Bilancio 2017, rientra nel progetto di Industria 4.0, con il quale il governo punta all’innovazione dell’industria italiana e allo sviluppo tecnologico delle attività produttive. Il credito d’imposta potrà, inoltre, essere richiesto per investimenti fino al 31 dicembre 2020.

I beneficiari che potranno avvalersi del credito d’imposta sono tutte le imprese, senza limiti di fatturato e senza limitazioni date dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile. Inoltre:

Sono ammessi tra i beneficiari del credito d’imposta ricerca e sviluppo anche le attività di ricerca e sviluppo svolte da soggetti non residenti o stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, come da ultimo modificata dal decreto 9 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 2016.

Importi e spese ammissibili

Le spese tengono conto di due limiti: una soglia minima di spesa incrementale di 30.000,00 € ed un limite massimo di spesa annua di 20 milioni di euro. Incrementale è inteso nel senso che la soglia dei 30.000,00 € è da calcolare rispetto alla media degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nel triennio precedente all’anno in cui se ne fa richiesta.

Il credito ammonta al 50% delle spese che l’azienda sosterrà per le attività che rientrano tra quelle ammesse dalla legge di bilancio 2017:

  • assunzione di personale altamente qualificato impiegato nella ricerca;
  • quote di ammortamento acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature;
  • contratti di ricerca con università, enti di ricerca, e start up innovative;
  • competenze tecniche e deposito di brevetti.

Qualche esempio:

  • Lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze senza che siano previste necessariamente utilizzazioni pratiche in azienda;
  • Ricerca e studi tecnici per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento degli stessi;
  • Realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali o destinati a valutazioni interne su criticità, materiali, lavorazioni, ecc;
  • Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati per finalità commerciali;
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;

Per poter richiedere il credito d’imposta ricerca e sviluppo bisogna indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi ed è fruibile dal periodo d’imposta seguente a quello in cui sono state effettuate le spese in ricerca e sviluppo. Si ricorda inoltre che è questo strumento è utilizzabile anche in presenza di altre agevolazioni come super e iper- ammortamenti.