La stesura di un  buon business plan è un punto fondamentale della gestione di un’idea innovativa. Tale documento evidenzia gli elementi chiave dell’ idea imprenditoriale e si deve caratterizzare per chiarezza, facile comprensibilità e verificabilità delle informazioni contenute. Ma a cosa serve davvero un business plan? Come si scrive e cosa deve contenere?

Nato un nuovo progetto, un nuovo prodotto oppure una nuova idea imprenditoriale, bisogna mettere in atto tutte le considerazioni pratiche, teoriche e quantitative atte a valutare l’impatto che questa nuova avventura avrà sull’azienda. Sono da considerare alcune variabili interne ed esterne all’azienda che in qualche modo influiscono sulla gestione: il mercato, i cambiamenti politici, giuridici, micro e macro economici, i gusti dei consumatori, le nuove tendenze e i nuovi trend, la concorrenza. In pratica occorre tenere presente una serie di variabili che possono determinare il successo o l’insuccesso di una iniziativa economica. Si rende quindi necessaria la stesura di un business plan che, detto nella maniera più semplice possibile, è un documento che sintetizza i contenuti e le caratteristiche di un progetto imprenditoriale. Un business plan è la vostra tabella di marcia per il futuro ed è il vostro biglietto da visita rispetto a banche, fornitori o altri interlocutori. È il documento con cui l’ideatore si approccia nei confronti dei possibili interessati all’idea, investitori e istituti di credito, necessario per poter accedere ai bandi pubblici e finanziamenti europei.

Ma ha ancora senso, data la trasformazione che sta subendo il mercato oggi? Un mercato che sembra non seguire più delle logiche lineari, e in cui tutte le certezze vengono messe in dubbio? Ha ancora senso fare previsioni e spendere tempo e risorse per realizzare un documento del genere? La risposta è sì, in quanto un business plan è soprattutto uno strumento di valutazione interno.

BusinessPlan

Il motivo principale che porta alla realizzazione di un business plan è quello di chiarire e formalizzare il progetto e l’idea imprenditoriale in tutti i suoi aspetti, evidenziandone i punti di forza, analizzare le mancanze e porvi rimedio. In fase di redazione non è raro il palesarsi di punti deboli che ancora non erano emersi, portando a cambi di strategia o cambiamenti di alcuni aspetti. Un Business Plan, se redatto in maniera completa e rigorosa, può costituire anche un utile strumento per la valutazione “a posteriori” dei risultati raggiunti: una volta che il progetto sia stato avviato, il confronto tra i risultati effettivamente raggiunti con quelli previsti riportati nel Business Plan può certamente aiutare a valutare se si stia andando o meno nella giusta direzione ed eventualmente aggiornare, laddove necessario, le strategie aziendali. In questo ambito, il Business Plan è uno strumento che si lega in modo stringente al sistema di budget e reporting o, più in generale, al sistema di controllo di gestione. Il Business Plan si compone di due macro- aree e deve rispondere a 5 domande riferite al progetto/prodotto: Cosa, dove, come, quando, ma soprattutto perché?

Non esiste un modello prestabilito per la redazione del Business Plan. Tuttavia, è possibile individuare dei requisiti minimi di forma e contenuto dai quali non si può prescindere. Si tratta di alcune semplici regole che rendono la lettura del documento più facile e soprattutto più interessante. È buona norma includere nel business plan, nella parte iniziale, un Executive Summary, ossia un riassunto del documento che, in una o due pagine al massimo, sintetizzi l’iniziativa, gli obiettivi, le strategie, i costi, i finanziamenti richiesti e l’uso che si intende fare degli stessi. Tale riassunto ha lo scopo di stimolare il proseguimento della lettura del Business Plan stesso evidenziando gli aspetti favorevoli del progetto e vendendone l’idea di impresa.

1. Parte qualitativa: contiene una descrizione generale del progetto e della sua nascita, analisi di mercato, descrizione del profilo societario con eventuali suddivisioni in quote (opzionalmente una descrizione dei soci con un breve profilo personale), i canali di vendita, promozione e marketing. Una voce molto importante è quella che riguarda il team che gestirà il progetto, vanno quindi specificati dettagliatamente i ruoli assunti dai singoli e le rispettive responsabilità. Per aumentare la credibilità del team è opportuno inserire una breve biografia di ciascuno dei membri evidenziando in che modo riescano a conferire un valore aggiunto al business.

2. Parte quantitativa: vengono affrontati i temi tecnici come una descrizione con maggior dettaglio del prodotto/ servizio, gli aspetti organizzativi della società, la strategia e piano finanziario corredato di un piano previsionale di costi e ricavi. Con il piano finanziario viene analizzata, sintetizzata e formalizzata in chiave economica e finanziaria il progetto imprenditoriale descritto nella parte qualitativa del Business Plan. Il piano economico-finanziario si sostanzia della redazione di bilanci previsionali, composti da conto economico, rendiconto finanziario e stato patrimoniale, riferiti ad un orizzonte temporale di durata variabile e, comunque, difficilmente superiore al quinquennio. La qualità di un piano economico finanziario dipende, in ultima analisi, dall’accuratezza e dalla fondatezza delle ipotesi poste alla base del progetto imprenditoriale. I dati contenuti nelle tavole che costituiscono il piano economico-finanziario devono presentare collegamenti “logici” ed essere connessi (e coerenti) con i valori storici, contenuti nei bilanci relativi ai passati periodi (se esistenti), ed in linea con il mercato. Si può tranquillamente affermare che viene data massima importanza alla coerenza dei dati e degli scenari ipotizzati, più che ai volumi di vendita. Ricavi modesti, se supportati da analisi attente, precise e fattibili rendono l’ idea imprenditoriale molto più appetibile nei confronti degli investitori rispetto a fatturati enormi ma incoerenti e legati a scenari poco concreti.

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