Avete mai sentito parlare di “Patent Troll“? Se siete in possesso di uno o più brevetti, avete intenzione di richiederne uno oppure vorreste registrare il vostro marchio, affidatevi a degli studi accreditati.
I “Patent Troll” sono delle società senza molti scrupoli che “fanno soldi” muovendosi con scaltrezza nel mondo dei brevetti. Le suddette società la maggior parte delle volte, non producono nulla, non operano praticamente in nessun campo e non sono depositarie di nessuna tecnologia innovativa. Si limitano per lo più ad acquistare brevetti inutilizzati oppure provenienti da fallimenti o liquidazioni di società operanti in settori prevalentemente ad alta tecnologia. Una volta in possesso dei brevetti, citano in giudizio grosse realtà industriali per presunta violazione di un brevetto.
Le aziende coinvolte sono quasi sempre dei grossi nomi nel campo dei media, informatica, telecomunicazioni ecc., che per non imbattersi in costose ed incerte azioni giudiziarie, accettano di pagare quanto richiesto dalla fantomatica società, per acquisire la licenza del presunto brevetto contraffatto.
Chiaramente le richieste sono ben argomentate da un punto di vista legale, cosicché è facile che le aziende “colpite” cedano a dette richieste. Un simile comportamento è a dir poco spregiudicato ed è assimilabile ad una sorta di intimidazione o ricatto; le aziende colpite sono però, di norma, di grosse dimensioni.
Attenzione alle truffe!
Come ricnoscerle e non cadere nelle trappole?
Se per esempio, avete depositato una domanda di marchio ed avete regolarmente pagato il dovuto, però dopo qualche mese dal deposito ricevete una lettera in cui vi viene richiesto un ulteriore ingente esborso di denaro; ebbene, leggete attentamente il contenuto della lettera perché nella maggior parte dei casi si tratta di richieste di denaro che non hanno niente a che fare con la registrazione del vostro marchio.
Solitamente l’intestazione delle lettere risulta ambigua in quanto appartiene ad un fantomatico registro dei marchi che sembrerebbe ufficiale, ma poi si capisce che fa riferimento ad una banca privata, in cui non è obbligatorio registrare il proprio marchio. La somma che vi viene richiesta si riferisce infatti alla pubblicazione del vostro marchio in questa banca dati di cui nessuno conosce le finalità o il motivo per cui esiste.
Un altro campanello d’allarme può essere il fatto che tale documento sia redatto in un italiano non grammaticalmente corretto.
Quindi, se ricevete delle lettere di questo tipo, rivolgetevi al vostro ufficio di riferimento prima di pagare somme di denaro a società fittizie!